Il confronto con i partiti precedenti è improponibile: i Ds conducevano nella fase finale un’esistenza stentata, con una vita democratica interna ridotta al lumicino; la Margherita aveva tradito proprio nel tesseramento le promesse di «una politica nuova» che rompesse con le logiche clientelari e correntizie.
È anche vero però che da ottobre 2007 a oggi il Pd è stato squassato da ogni tipo di tempesta, è stato abbandonato dalla sua leadership, ha dovuto subire perfino un tesseramento parallelo e ora ha intorno a sé un affamato nugolo di avvoltoi politici e giornalistici.
È necessario che il congresso funzioni almeno nel ripristinare un minimo di orgoglio di partito, restituendo agli 820 mila un po’ di voglia di fare.
Per ora l’obiettivo più grosso â’ un congresso che parli a tutta l’Italia e rimetta il Pd al centro della scenaâ’ temiamo che sia fuori dalla portata dei tre candidati, e del partito in generale.
Fonte: www.europaquotidiano.it